ITALIA. SARDEGNA: THARROS

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Ad ovest di Cabras (Oristano, Sardegna). Un po’ di storia.

Fin dal II e I millennio a.C. la Sardegna è stata il punto nevralgico dei rapporti nel Mediterraneo tra l’Oriente e l’estremo Occidente (europeo). Prima la civiltà protosarda e poi i Fenici si resero conto di tale importanza, per cui questi ultimi decisero che la costa ovest dell’isola sarebbe diventata l’area adatta ai loro insediamenti di natura commerciale.  Dunque la storia di Tharros è quella dei Fenici.

I Fenici erano una popolazione di origine mediorientale, e precisamente della attuale regione libanese, di fronte all’isola di Cipro. Se ne hanno notizie fin dal XXI sec a.C.

Nel XIV sec  a.C. nella Fenicia si affermano gli Ittiti.

Nel XIII sec  a.C. si hanno notizie dei rapporti dei Fenici con i Ciprioti e i Micenei  [parlerò prima o poi dell’origina della lingua scritta, che ha origine proprio da queste popolazioni] .

Nel XII sec  a.C. ci fu l’invasione della Fenicia da parte dei Popoli del Mare, una associazione di predatori provenienti dal mare (oggi diremmo “pirati”), composta da diverse etnie:  Libi, Achei, Micenei, Filistei, Sherden (o Sardana) e dagli stessi Fenici. Il termine Sherden o Shardan o Sardana fa esplicito riferimento alla Sardegna e vengono oggi da tutti identificati come i Sardi-nuragici.

Nel  X sec a.C. i Fenici conobbero una grande espansione sulle coste mediorientali.

Nel  IX sec a.C. gli Assiri cominciarono ad espandersi e i Fenici furono costretti a migrare, orientandosi verso il nord Africa e quindi verso la Sardegna. Qui intorno alla metà dell’ 800 a.C. sorsero i primi insediamenti e i primi rapporti con le popolazioni sardo-nuragiche. Gli scambi commerciali e culturali crearono presto una grande sintonia tra le due popolazioni, che vissero e prosperarono insieme. E’ in questo periodo che nascono le prime fortificazioni urbane fenicie: Cagliari (Carales o Karalis), Tharros, Bosa, Sulcis, Bithia, Nora, Monastir e altre, anche se la maggior parte di questi insediamenti furono ristrutturazioni e/o ampliamenti di precedenti insediamenti sardo-nuragici.

Nel VI sec a.C. inizia l’espansione dei Cartaginesi (o Punici). Cartagine fu fondata nell’ 814 a.C. dai Fenici guidati dalla mitica regina Didone, divenne presto  molto ricca ed influente nel Mediterraneo, fino a scontrarsi con Fenici e Sardi in Sardegna, e con le varie città della Magna Grecia, in particolare Siracusa, ed infine con la stessa Roma (fondata 60 anni dopo la fondazione di Cartagine). Dopo l’invasione della Sardegna e la sconfitta di Fenici e Sardi della costa occidentale, i Cartaginesi furono fermati dai Sardi-nuragici dell’entroterra. Alla fine del VI secolo a.C. però ebbero il sopravvento su tutta l’isola, e, con gli Etruschi si divisero il dominio del Mediterraneo occidentale.

Nel 509 a.C. la stessa Roma riconobbe il dominio cartaginese sulla Sardegna.  Nel trattato del 308 a.C. tra Roma e Cartagine viene addirittura vietato ai romani di approdare sull’isola. In questo periodo i Cartaginesi restaurano le fortificazioni di Nora, Tharros, Sulcis, Bithia, Muravera, Teulada a difesa dell’entroterra da invasioni nemiche.  Le cose vanno bene per oltre un secolo, ma poi con la 1° guerra punica Roma sconfigge Cartagine e la Sardegna passa sotto il dominio romano nel 238 a.C.

Nell’ 88 a.C. Tharros si schierò dalla parte di Silla nella guerra civile tra questi e Mario.

Negli anni tra il 70 e il 240 d.C. Tharros conosce il momento di massimo splendore, dovuto all’arte raffinata di urbanizzazione di Roma: lastricato in basalto per la viabilità, tre edifici termali,  un acquedotto. Completano il quadro del sito:  il Castellum Aquae, il centro abitato, Il Tempietto K, l’area delle due colonne, il Tempio a pianta di tipo semitico, il Tempio delle semicolonne doriche, il Battistero, il Cardo Maximus, il villaggio nuragico, il “tophet” o “tofet” (santuario fenicio-punico a cielo aperto per i sacrifici umani o consacrato alle sepolture infantili), le fortificazioni del colle di Su Muru Mannu, il Fossato, le fortificazioni del Colle di San Giovanni, la Torre spagnola.

Tra il III e il IV sec d.C. Tharros viene invasa dai Vandali. Nella successiva epoca cristiana, nascono la Basilica di San Marco con il Battistero e la chiesa di San Giovanni.

Tharros fu la prima sede politica del “Giudicato di Arborea” o “Regno di Arborea”, vale a dire di uno dei quattro regni in cui era suddivisa la Sardegna: Gallura, Logudoro, Arborea, Calari, che diedero luogo ai quattro mori di Sardegna. Nell’ XI sec d.C. si verifica il declino di Tharros con il trasferimento dello Stato ad Oristano.

Le informazioni sono tratte da:

  • La Sardegna: I tesori dell’Archeologia Vol 2
  • Sardegna Archeologica. Guide e itinerari Vol 5
  • Soc. Coop. Penisola del Sinis – Comune di Cabras
  • Internet: Storia della Sardegna, Tharros, Fenici, Cartagine.

Le foto sono personali.

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14 thoughts on “ITALIA. SARDEGNA: THARROS

  1. L’origine della lingua scritta? Interessante, non mi sono mai fermata a pensare quando e come è nata l’esigenza di fissare le parole su carta: puoi illuminarci in proposito?

    Su Cartagine mi hai fatto venire i dubbi, per un attimo ho pensato che fosse in Sardegna 😉

  2. Ciao, complimenti per le splendide foto. Tharros è bellissima, vale la pena visitarla 🙂 Tanti auguri per il nuovo blog 🙂

    • Grazie Luisa G. Non ho volutamente commentato le foto con la storia e non con le mie sensazioni nel vedere questo posto incantevole, perché sono stato rapito proprio dalla storia. La presenza dei Fenici in Sardegna era a me sconosciuta. Tharros mi ha letteralmente lasciato senza parole. Spero di aver comunicato questa sensazione.

      • E’ sempre interessante imparare qualcosa di nuovo. Sapere che un luogo non è solo bello ma anche ricco di storia lo rende ancora più speciale.

  3. Storia assai interessante, unita a magnifiche foto, sia delle bellezze della natura, quanto dei resti ancora visibili degli insediamenti antichi, rendono questo post assai interessante.
    Ha fatto bene la nostra amica Diemme (magari per te avrà pure un nome che non sia una sigla) a indurti in questa avventura!
    Ciao, complimenti ed auguri di buona permanenza in WP!

    • @Sergio, sei sempre davvero tanto caro. Giuseppe sta muovendo i primi passi in questo mondo e spero che, oltre a condividere con noi i suoi viaggi e le sue esperienze, voglia condividere anche i nostri spazi virtuali, dove c’incontriamo non sempre per discorsi serissimi, ma spesso solo per l’affetto che ci lega e il piacere di stare insieme.

      Io quasi non ricordo più i miei primi passi in questo mondo, scrivevo, quasi per me stessa, e mi stupivo quando trovavo commenti; non ci pensavo ad andare un po’ in giro anch’io, a trovare blog-colleghi con cui condividere questa esperienza, ma che bello è stato impararlo! 🙂

      Davvero non immaginavo che avrei trovato così tanti amici, spesso più affini di quanto non mi sia capitato d’incontrare nella cosiddetta vita reale.

      Mi auguro che con il nostro sostegno Giuseppe spicchi il blog-volo, e inizi a navigare tra i nostri lidi trovandosi come un topo nel formaggio 😀

      • ..”Trovandosi come un topo nel formaggio”…spero sia pecorino sardo ben stagionato. Sai, formaggio per formaggio, scegliamo quello buono, quello che ci fa sentire a casa 😉 Anche i topolini scelgono!

      • Cara ciliegia. Ho scoperto, ormai da tempo, che il fiore sardo non quello che si trova nei supermercati della penisola (vero zozzerie)! Esistono due tipi di “fiore sardo” in Sardegna: quello di pianura e quello di montagna. Beh! ti assicuro che quello di montagna, stagionato, un formaggio fantastico. Io lo uso per uno dei miei piatti preferiti (dai miei commensali): Gnocchetti sardi (ma anche linguine) cozze e pecorino. Un piatto che per mangiarlo devi prima farti crescere i baffi, altrimenti come potresti leccarteli? Ti aspetto, anche senza baffi.

  4. Ok, se posso mangiare senza essere obbligata a farmi crescere i baffi, va bene 😀 Non sono così certa che mi donino o perlomeno non ho ancora trovato una forma che si adatti al mio viso 😯 😆

    • Donna baffuta è sempre piaciuta. non so chi sia quel cretino che ha inventato per primo questo detto. Ho il sospetto che questa affermazione sia molto antica… forse neanderthaliana. Ti aspetto.

    • Unfortunatly my first posts are only in italian. Hope you understand it. The last posts are also in english. I will answer to you about “mughetto” as soon as possible. I love your posts and follow it. Thanks.

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