Caduta – Fall

Caduta   (una poesia scherzosa)  (di G. Valerio, Ago 2006)

Dalla scala caddi con fragore,

ma non si spense in me l’ardore

di riporre tosto in libreria

i venti libri che con scorreria

acquistai al mercato d’Alghero

quando ivi in villeggiatura ero.

Come un eroe maldestro battei la testa,

in quel dì di festa,

e con mio gran danno

i dolori ancor non se ne vanno.

Col coccige eziandio battei,

con quali danni ancor non saprei.

Ematoma alla mano, al polpaccio e al piede,

che ognor ancor si vede.

Mi sentii come uno straccio,

fu veramente un brutto momentaccio.

Maledetta fu la scala,

che da sola s’aprì nella sala.

La mia libreria - My home library

La mia libreria – My home library

Fall (a playful poem)  (by G. Valerio, Aug 2006)

From the stairs I felt with a crash,

but didn’t die in me the flash

of storing soon in my library

twenty books that with foray

I bought at the market in Alghero

when I was there on holiday.

I hit my head as a bumbling hero,

on that joyful day

and a lot of pain

still today come back again

Yea I beat with the coccyx,

what a bitter calyx

Hematoma in the hand, foot and calf,

Also this need take in behalf.

It happened in real-time

And it was really a bad bad time.

Cursed was the staircase,

that alone opened in that case.

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4 thoughts on “Caduta – Fall

  1. Precauzioni prendi vere
    a salire sulle scale
    perché rischi di cadere
    e di farti tanto male.

    A riporre i libri in alto
    – se degli anni hai perso smalto –
    forse devi rinunciare:
    Basta, più non li comprare!

    Ma ti vedo al mercatino,
    ad Alghero, o lì vicino,
    che ti aggiri interessato,
    tra quei banchi del mercato

    che hanno tutti alla rinfusa
    libri vecchi, tra cui chicche,
    e resistere alla Musa
    di edizioni meno ricche

    ma di contenuto intenso
    (mi t’immagino e ci penso)
    è impossibile al tuo ingegno:
    è la libreria il tuo regno!

    (Il seguito in differita, ora il dovere mi chiama!)

  2. Nient’affatto, smalto non persi coi miei anni
    A libretto s’aprì la scala, con miei gravi danni.
    Ora spero, prometto e giuro
    quella scala io abiuro.
    Sulla sedia salirò
    e i miei libri conserverò
    nella grande libreria
    la più bella che ci sia.

  3. CARO ZIO PINO, COME STATE TU E ZIA LUISA?

    “COMME D’HABITUDE” NON RIESCO PURTROPPO AD INVIARTI IL MIO COMMENTO DALLO SPAZIO APPOSITO; TE LO INVIO PERTANTO QUI DI SEGUITO, SCUSANDOMI PER NON AVER RISPOSTO ALLE TUE PRECEDENTI E-MAIL X VIA DELLA STANCHEZZA E DEL BISOGNO DI RIPOSARE CHE MI TRASCINO NELL’ARCO DELLA SETTIMANA, FRA UN TURNO DI NOTTE E L’ALTRO.

    UN CARO ABBRACCIO DA NICOLA / NECCO 😉

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