GENESI – Gobekli Tepe

LA  GENESI e GOBEKLI TEPE

A quanto pare San Malachìa è stato più interessante di altri post.

Parlerò allora di Gobekli Tepe, un sito archeologico poco conosciuto.  Io personalmente non ci sono stato e quindi non ho foto da presentarvi (se non quelle che posso suggerirvi di cercare su internet).

E non l’avrei scoperto se non avessi letto il libro di Tom Knox, pseudonimo del giornalista e scrittore inglese Sean Penn,  “Il segreto della Genesi”, che vi consiglio di leggere. Si tratta di un giallo che ha come sfondo il sito in questione.

Veniamo ai fatti veri, incontestabili, degli scavi e dei ritrovamenti.

Siamo in Turchia, ai confini con Siria, Iraq, Iran, in quella terra, il Kurdistan, che non troverà mai pace se non nel genocidio totale del popolo curdo, odiato da tutti: turchi, siriani e iracheni (i curdi sono rimasti veramente in pochi) non solo per la terra, fatto quasi marginale, ma per la religione, la fede.

Ebbene circa 50 anni fa, nel 1963, venne alla luce questo sito, con il ritrovamento di alcuni oggetti risalenti all’età della pietra. Il sito fu snobbato dal gruppo di archeologi (turchi e statunitensi).

Dovettero passare altri 30 anni prima che venissero scoperte delle grosse pietre che spuntavano dal terreno. A questo punto i turchi si rivolsero ai tedeschi, più affidabili come archeologi degli americani.

Nel 1995 iniziarono gli scavi sotto la direzione del tedesco Schmidt (anche lui citato nel libro di Knox).

a)      Cominciamo dalla datazione del sito: risale a 12-13000 anni fa, cioè a 10-11000 anni prima di Cristo. Insomma Cristo è vissuto l’altro ieri.  Il sito ha avuto “vita” fino all’ 8000 a.C., poi fu abbandonato, anzi ricoperto affinché non fosse ritrovato.

1° considerazione: Qualcuno ha una vaga idea di quali esseri umani vivessero 13000 anni fa?? Tenuto conto che egiziani, sumeri, afgani sarebbero arrivati solo dopo 8000 anni??? Io no! Non è umanamente immaginabile. Databile più indietro nel tempo non c’è nulla, salvo, a voler dar retta a certe teorie, la Sfinge in Egitto, che potrebbe risalire a 15000 anni fa. [Ma di questo forse parleremo in un altro post]

b)       Il sito non è un città, non è un paese in cui abitavano uomini. Il sito era un SANTUARIO. Un santuario isolato, sperduto nel deserto (??). Costituito da immensi megaliti a forma di T, pesanti 10 tonnellate, disposti a formare un cerchio, scolpiti, con disegni di animali, alcuni ormai estinti, altri ancora riconoscibili in animali odierni. Sono stati portati alla luce, a tutt’oggi, circa 40 megaliti, ma altri 250 sono stati individuati ancora sepolti, mediante rilevamenti geomagnetici.

 2° considerazione:  Per Giove, ci meravigliamo delle tecniche di costruzione delle Piramidi di Giza, tra il 3000 e il 2000 a.C., di Stonehenge che risale al 3000 a.C., e cosa possiamo dire di questi ??? Tra l’altro a 1 km di distanza è stato trovato un altro megalito di dimensione tripla rispetto a quelli del sito, abbandonato perché si era rotto.  Quindi non solo creavano megaliti da 10 tonnellate e passa, ma poi li scolpivano con immagini di animali a bassorilievo o a tutto tondo, indice di una tecnologia avanzata e soprattutto di una grande vena artistica.

c)        Il santuario rivela una società che adorava non esseri soprannaturali, ma esseri reali, fisici, un tipo di culto cioè di tipo animistico. In un’epoca in cui non esisteva ancora l’agricoltura, gli uomini si procacciavano il cibo mediante la caccia agli animali e la raccolta di frutti della natura.

3° considerazione: Al tempo della costruzione del santuario, gli uomini erano quindi “cacciatori-raccoglitori”. Ciò comportò la nascita di luoghi di culto dove si onoravano appunto gli animali. Vale a dire che l’uomo, non essendo ancora indottrinato da alcuno a venerare dei ed esseri soprannaturali, venerava il cibo e tutto ciò che gli assicurava la sopravvivenza. In poche parole l’uomo era uno sciamano. Questo tipo di cultura della società cambierà solo con l’avvento delle religioni intese nel senso odierno del termine. L’adorazione di animali (gatti, cani, …) e di altro (sole, astri, oggetti vari, …) ha infatti permeato tutte le civiltà dell’antichità. Poi si passò allo “spiritualismo”, trasformando la mitologia classica in mitologia della fede, del dio (unico o multiplo), dell’incomprensibile come elemento comprovante la presenza di Dio.

d)      E’ ormai assodato che i primi segni di agricoltura sono rilevabili in Anatolia, e precisamente in questa regione. Qui sono stati trovati grano, avena e farro primitivi.  Questa scoperta ha messo in evidenza la trasformazione della società da “uomini cacciatori-raccoglitori” a “uomini cacciatori-agricoltori”.

4° considerazione: L’uomo abbandona la raccolta per dedicarsi all’agricoltura. Il sito, oggi desertico, era quindi situato in una zona molto fertile, con acqua e piante, adatta alla semina. La disboscazione del luogo a favore della semina deve aver provocato la fine di questo “paradiso terrestre” e la progressiva desertificazione del posto. Il sito fu quindi abbandonato e nascosto alla vista delle generazioni future, come a ricordare che l’uomo aveva sbagliato a distruggere l’ambiente naturale per perseguire un obiettivo che gli avrebbe fatto sudare l’anima per la lavorazione della terra, la semina, il raccolto. Al momento non ci sono altre spiegazioni all’abbandono del sito avvenuta nell’ 8000 a.C.

5° considerazione:  Non molto lontano da Gobekli Tepe si trova l’antica città di Ur . Malgrado Ur sia  diventata famosa solo al tempo dei Sumeri, la città, come dicono i sacri testi del Vecchio Testamento, diede i natali ad Abramo, figura mitica collocabile intorno al 2000 a.C. Abramo parlò dell’”EDEN”, il “Paradiso terrestre”,  come di un luogo molto fertile, dove i primi uomini (Adamo ed Eva) erano liberi di mangiare i frutti della natura. Il loro “peccato” li costrinse alla fuga dal “Paradiso terrestre” , e a procacciarsi il cibo col sudore della propria fronte. La cacciata dal paradiso terrestre è quindi un mito che descrive perfettamente ciò che successe a Gobekli Tepe.

Molti sono ancora i misteri che ci riserva questo sito, che risulta indubbiamente il sito di gran lunga il più importante della preistoria dell’uomo. Cosa ancora ci rivelerà non sappiamo, ma già oggi non possiamo che interrogarci sui grandi temi esistenziali, socio-culturali, religiosi e sulla natura dei miti e della fede cieca che governa e condiziona le menti deboli. Fede sì, ma nella razionalità di ciò che oggi conosciamo e nella consapevolezza che parte di ciò che oggi non comprendiamo e quindi attribuiamo al divino domani sarà compreso dalla scienza. La scienza infatti sposta il confine della fede. Un bene? Un male? Difficile dirlo.

Le foto qui riportate sono prese dal sito  www.Smithsonian.com

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