La Torre di Babele (Parte III). The Tower of Babel (Part 3)

La TORRE DI BABELE.   Parte III

In questa terza parte parlerò della origine della lingua scritta, con una attenzione particolare all’isola di Creta.

ORIGINE DELLA LINGUA SCRITTA.

A tutt’oggi non è stato possibile determinare come e quando sia apparsa sul nostro pianeta la “scrittura”  ma, pur non avendone la certezza, possiamo però ipotizzare che la prima rudimentale scrittura sia apparsa circa 4000 anni a.C. Chi siano stati i primi è molto difficile dirlo, ma possiamo affermare che la scrittura è nata spontaneamente in più luoghi della Terra, tra loro distanti e privi di contatti: Egiziani, Sumeri, Cretesi, Greci, Turchi, Cinesi quasi contemporaneamente hanno sentito la spinta direi quasi naturale a rappresentare graficamente la parola.

Prendete ad esempio la vocale “alfa”  greca = “a” , prima lettera dell’alfabeto italiano e di quasi tutte le lingue del mondo (“alfa” del greco,  “aleph” del fenicio e dell’ebraico, “alif” dell’arabo) e ruotatela di 90° verso sinistra, vedrete che assume l’aspetto della testa di un toro: aleph significa appunto “toro”. Dunque per esprimere il concetto di “toro” lo si rappresentava con la sua testa e le sue corna. L’uomo rappresentava un concetto mediante un disegno ad esso collegato.

Nasceva così il SEGNO, un riferimento all’oggetto o all’azione indicato prima con la mano, poi anche con una rappresentazione grafica.

Nel mesolitico, cioè 12.000 anni fa circa, l’uomo comincia ad aggregarsi in piccole comunità, come attestato dalla “Cultura natufita” sulle coste di Israele. L’agricoltura non è ancora praticata (l’uomo è ancora un “cacciatore-raccoglitore”, cioè cacciava gli animali e raccoglieva i frutti della vegetazione spontanea), ma questa cultura è da considerare la madre delle culture neolitiche della zona.

Nel  neolitico, e cioè 10.000 anni fa circa, si datano le prime aggregazioni di esseri umani in veri e propri villaggi.

Solo intorno al 6.000 a.C. questi villaggi cominciano a diventare veri e propri insediamenti proto-urbani:

  • In Cina, lungo il fiume Huang He
  • Nell’area indo-pakistana (la Valle dell’ Indo), lungo il fiume Indo
  • In  Mesopotamia, tra i fiumi Tigri ed Eufrate
  • In Egitto, lungo il fiume Nilo.
  • ….

Templi  e  Palazzi

Con i primi agglomerati urbani, nasce l’esigenza di costruire templi alle divinità (templi votivi). Successivamente, la nascita di vere città-stato con un capo regnante su una società basata sullo schiavismo, porta alla costruzione dei Palazzi (palazzi regali). Inoltre si sviluppa definitivamente l’agricoltura, finalizzata al sostentamento della popolazione non solo, ma anche al commercio.

Questi tre aspetti: il tempio, il palazzo e il commercio costituiscono, in maniera sia pur differente tra i vari popoli (perché differenti erano le loro necessità), la spinta originale alla nascita di una qualunque forma di proto-scrittura:  pittogrammi, ideogrammi, geroglifici, sillabari, sigilli, etc. (Nota: ancora oggi sono in uso in tutto il mondo i pittogrammi e gli ideogrammi, basti pensare alla segnaletica stradale).

Isola di Creta – Impronte di Sigilli su cretula d’argilla

Creta – Resti di un magazzino

Mesopotamia – Sigilli

Creta – Sigilli rinvenuti a Monastiraki.

Tuttavia questo tipo di “scrittura” non era in realtà una vera e propria lingua scritta, che cominciò ad apparire in Mesopotamia ad opera dei Sumeri (e probabilmente furono proprio loro ad inventarla) intorno al 3.500 a.C. Secondi, probabilmente, furono gli egiziani le cui attestazioni di una vera lingua scritta risalgono attorno al 3.000 a.C. I cinesi ci arrivarono intorno al 1.500 a.C. E furono proprio i Sumeri, gli Accadi e gli Ittiti, a cominciare a semplificare i SEGNI, sostituendo quelli che interpretavano i concetti (parole) con quelli che rappresentavano solo le sillabe. Più sillabe rappresentavano un concetto (parola): nasce così il primo concetto di lingua agglutinante, vale a dire una lingua che unisce più segni per rappresentarne un altro avente un preciso significato. La lingua agglutinante è tuttora viva in molti esempi (come ad es. il tedesco, che è solo in parte anche una lingua flessiva). Anche in italiano sussistono esempi di agglutinazione in quelli che chiamiamo “sintagmi”: un esempio per tutti, il termine capostazione agglutina i due termini capo e stazione, pur non avendo alcuna attinenza con il significato di capo e con il significato di stazione. tuttavia, malgrado i Sumeri siano passati col tempo da circa 1.500 segni a circa 600 segni, esisteva un rapporto tra i grafemi (il modo di scrivere il segno) ed i fonemi (il suono attribuibile a quel grafema) mediamente di 1 a 10, cioè per ogni grafema esistevano mediamente 10 lessemi (e quindi 10 significati diversi).

Furono però i fenici ad introdurre SEGNI che non rappresentassero più il concetto ma il suono. Nascevano così dopo il sillabario, i suoni individuali, che diedero vita ai suoni consonantici, e cioè ad un proto-ALFABETO. I fenici, popolo di commercianti e navigatori, furono i diffusori nel mondo mediterraneo del loro alfabeto (greci, etruschi, …) e, ad oriente (Persia, India).

Ma è della Grecia il vanto di aver inventato anche i simboli delle vocali, e quindi dell’ALFABETO odierno.

Il caso dell’isola di Creta.

Pensate al Mediterraneo: a nord la Grecia, a est l’Asia Minore, a sud l’Egitto.
E in mezzo al mare l’isola di Creta, un’isola molto fertile, che divenne un centro commerciale tra i più importanti dell’area mediterranea. Verso la fine del 3° millennio a.C. vennero costruiti grandi palazzi dotati di stalle e magazzini. Tutta la produzione veniva immagazzinata nel Palazzo e utilizzata in parte per coloro che lavoravano per il “padrone”, in parte per scambi di natura commerciale.

Sull’isola si coltivava l’uva e se ne ricavava il vino. Il vino e tutti gli altri prodotti della terra venivano conservati in grossi recipienti. Su ciascun recipiente era apposto un sigillo (tappo) inciso e recante indicazioni su cosa e quanto era contenuto nel recipiente. La necessità di “contabilizzare” i beni rappresenta l’inizio di quella che successivamente diverrà una “lingua scritta”.

A Creta una missione italiana ha ritrovato a Monastiraki (Monte Ida) varie centinaia di sigilli, e tavolette con segni ideografici in grado di rappresentare prodotti agricoli, animali, individui, prodotti artigianali, e infine segni che, raggruppati tra loro, spiegassero la natura dei prelievi dai depositi.

E’ nata così la lingua scritta a Creta, per la necessità di ricordare quanto e perché veniva prelevato dai magazzini.

La prima civiltà mediterranea risale all’età del bronzo 3000 a.C., e venne definita “minoica”, a Creta.

La vantaggiosa posizione geografica dell’isola favorì il sorgere di un fiorente impero marittimo che dal Mare Egeo controllava una rete commerciale che raggiungeva l’Egitto, la Siria, le regioni a nord del mar Nero e l’Occidente.

Lineare A  e  Lineare B

La civiltà cretese, definita “minoica” (termine derivato da Minosse e coniato dall’archeologo britannico Arthur Evans, che riportò alla luce la città di Cnosso) presenta una scrittura cuneiforme denominata “Lineare A” (una testimonianza di questa scrittura è la tavoletta di Festo), lingua che ancora oggi non è stato possibile decifrare.

Il disco di Festo (recto)

Durante il periodo minoico la Lineare A fu utilizzata come scrittura ufficiale nei palazzi e per i riti religiosi, mentre i geroglifici venivano utilizzati soprattutto sui sigilli. Successivamente,  in seguito alle invasioni di Creta da parte dei micenei greci attorno al 1450 a.C.,  la “Lineare A” fu affiancata dalla “Lineare B”, lingua appunto dei micenei, primitiva forma di greco, secondo quanto scoperto nel 1952 da Michael Ventris, che riuscì peraltro a decifrarla.

Nonostante alcuni dei simboli della Lineare A siano presenti nella Lineare B, essi non sembrano avere alcun legame tra loro. I segni della Lineare A sono stati tutti ritrovati intorno al 1900–1800 a.C. Alcuni segni sono stati rinvenuti nella scrittura troiana e in alcuni marchi su ceramica da Lahun, Egitto (12° dinastia) risalenti al 2100–1900 a.C., periodo della costruzione dei primi palazzi.

Libri consigliati: Louis Godart: L’invenzione della scrittura [Einaudi]

Immagini da Internet

The Tower of Babel. Part III

In this third part I will talk about the origin of the written language, with special attention to the island of Crete.

ORIGIN OF THE WRITTEN LANGUAGE.

To date, it has not been possible to determine how and when it appeared on our planet “writing” but, though without any certainty, we can suppose that the first rudimentary writing appeared around 4,000 BC.  Who were the first it’s very difficult to say, but we can say that writing is born spontaneously in most places on Earth, although distant and without contact: Egyptians, Sumerians, Cretans, Greeks, Turks, Chinese almost at the same time they felt the urge I would say almost natural to represent graphically the word.

Take for example the vowel “alfa” (greek) = “a”, the first letter of the Italian and almost all languages ​​of the world (“alpha” of the greek, “aleph” of the Phoenician and Hebrew, “alif” Arabic) and turn it 90° to the left, you will see that assumes the appearance of a bull’s head: aleph means “bull”. Therefore, the concept of  “bull”  has been represented with its head and its horns.

Thus was born the SIGN, a reference to the object or action indicated first by hand, then with a graphical representation.

In the Mesolithic period, that is about 12,000 years ago, man begins to congregate in small communities, as evidenced by the “Natufian-Culture” of the coast of Israel. Agriculture is not yet practiced (the man is still a “hunter-gatherer”, that hunts animals and gathers the fruits of natural vegetation), but this culture is considered the mother of the Neolithic cultures of the area.

In the Neolithic period, and that is 10,000 years ago, are date the first aggregations of human beings in real villages.

Only around 6,000 BC these villages are beginning to become real proto-urban settlements:

.  In China, along the Huang He
.  In the Indo-Pakistan (the Valle dell ‘Indo), along the Indus River
.  In Mesopotamia, between the Tigris and Euphrates rivers
.  In Egypt, along the Nile River.
….

Temples and Palaces.

With the first urban agglomerations, comes the need to build temples to the gods (votive temples). Subsequently, the birth of true city-state with a reigning chief of a society based on slavery, leads to the construction of buildings (royal palaces). It also grows finally agriculture, aimed at not only the people’s livelihood, but also to trade.

These three aspects: the temple, the palace and trade up are (although in a different  way among the various peoples, because their needs were different) the original thrust to the creation of any form of proto-writing: pictograms, ideograms, hieroglyphs, syllabaries, seals, etc.. (Note: pictograms and ideograms are still in use around the world, just think of the road signs).

However, this type of “writing” was not actually a real written language, which began to appear in Mesopotamia by the Sumerians (and probably they were the first to invent it) around 3,500 BC.  Seconds, probably, were the Egyptians whose evidence of a true written language dates back to around 3,000 BC . And then the Chinese around 1,500 BC.  Sumerians, Akkadians and Hittites were the first  to begin to simplify the SIGNS, replacing those which interpreted the concepts with those that represented only the syllables. An entire concept (word) is than represented with more syllables: thus the first concept of agglutinative language, ie a language that combines several signs to represent another having a precise meaning.

(Note: The agglutinative language is still alive in many instances,  such as. German, which is only partially an inflected language. In Italian there are examples of agglutination in what we call “sintagma” ie “phrase”: an example for all:  the term stationmaster agglutinates two terms and station chief, despite not having any bearing on the meaning of the head and the significance of the station).

However, despite the Sumerians passed from about 1,500 to about 600 signs, between the set of graphemes (the way of writing the sign) and the set of phonemes (the sounds attributable to that grapheme) there were a ratio of 1 to 10 , ie for each grapheme there were an average of 10 lexemes (and therefore 10 different meanings).

However, were the Phoenicians to introduce SIGNS that represented no longer the concept but the sound. Came into existence after the sillabary, the individual sounds, which gave birth to the consonant sounds, and that is a proto-ALPHABET. The Phoenicians, a people of merchants and sailors, were the diffusors in the Mediterranean world of their alphabet (Greek, Etruscan, …) and to the east (Persia, India).

But it’s the pride of Greece to have invented the symbols of the vowels, and then the modern concept of alphabet.

The case of Crete.

Think of the Mediterranean: to the north the Greece, to east the Asia Minor, to south the Egypt.
And in the middle of the sea, the island of Crete, an island very fertile, which became the most important commercial center  in the Mediterranean. Towards the end of the 3rd millennium BC large buildings are built with stables and warehouses. The whole production is stored in the palace and used in part to those who worked for the “master”, in part for the exchange of commercial nature.

The island was cultivated grapes and from it they extracted wine. The wine and other products of the land were kept in large containers. On each container was affixed a seal (plug) engraved and giving details of what and how much was in the container. The need to “account” property represents the beginning of what later will become a “written language”.

In Crete, an Italian mission has found in Monastiraki (Mount Ida) several hundred seals and tablets with ideographic signs that represent agricultural products, animals, people, handcrafts, and finally signs which, grouped together, explain the nature of withdrawals from deposits.

Thus was born the written language in Crete, the need to remember how and why some goods were removed from the stores.

The first Mediterranean civilization dates back to the Bronze Age 3,000 BC, and was called “Minoan” Crete.

The advantageous geographical position of the island favored the emergence of a flourishing maritime empire that controlled from the Aegean Sea a commercial network that reached Egypt, Syria, the north of the Black Sea and the West.

Linear A and Linear B

The Cretan civilization, called “Minoan” (a term derived from Minos and coined by the British Arthur Evans, who brought to light the city of Knossos) has a cuneiform script called “Linear A” (a testimony of this is the Phaistos disk), a language that still has not been possible to decipher.

During the Minoan Linear A was used as the official script for the palaces and religious rites, while the hieroglyphs were mainly used on seals. Later, after the invasion of Crete by the Mycenaean Greeks around 1,450 BC, the “Linear A” was joined by the “Linear B” , language of the Mycenaeans, primitive form of greek, as discovered in 1952 by Michael Ventris, language that Ventris was able, however, to decipher.

Despite some of the symbols of Linear A are present in Linear B, does not seem that there is any connection between them. The signs of Linear A were all found around 1900-1800 BC Some signs were found in the writing of Troy and in some brands of ceramic Lahun, Egypt (12th Dynasty) dating back to 2100-1900 BC, during the construction of the first buildings.

Suggested Books: Louis Godart: The invention of writing [Einaudi]

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