ITALIA. SARDEGNA. San Salvatore di Sinis.

Poco lontano da Cabras, alle pendici della collina del Sinis, si trova il piccolissimo centro di San Salvatore (frazione di Cabras). Un centro quasi insignificante, se non fosse per la sua storia.

In Sardegna si trovano numerose chiese di “tipo temporaneo”, vale a dire chiese che sono aperte solo in piccoli periodi dell’anno. Una di questa è la chiesa di San Salvatore, che sorge su un “ipogeo”, cioè una costruzione sotterranea adibita per lo più a sepolcro. Sono molti gli ipogei nel centro e nel sud dell’Italia, come pure in Sardegna.

L’ipogeo di San Salvatore risale all’epoca della civiltà prenuragica, che possiamo datare tra il 2000 e il 1500 a.C. In epoca romana divenne il luogo di culto per alcuni dei dell’Olimpo: Venere, Marte, e soprattutto Ercole Salvatore, da cui il nome della chiesa che fu costruita sopra l’ipogeo nel XVII sec. d.C.

Il mito narra che Ercole fu inviato da un oracolo a  conquistare la Sardegna, cosa che fece insieme a suo figlio “Sardo” (da cui il nome “Sardegna”,  isola che precedentemente i greci  chiamavano  “Ichnusa” ).  Sardo e suo padre Ercole furono quindi i “padri” dell’isola. In tutta l’isola sono molti i ritrovamenti di statue di Ercole, vasi, monili, etc… (esiste anche un buona cantina di vini di nome “Sardus Pater”).

Altro fatto  che caratterizza il villaggio di San Salvatore sono le piccole abitazioni rurali disabitate per quasi tutto l’anno e utilizzate solo durante i festeggiamenti per il Santo Patrono, appunto San Salvatore, festeggiamenti che si tengono dal 1° sabato alla 1° domenica del mese di Settembre. Il sabato mattina un gruppo di fedeli corrono scalzi da Cabras a San Salvatore, portando il simulacro con la testa di San Salvatore, percorrendo ben 7 km all’andata e poi, la domenica sera, altrettanti km, sempre scalzi e sempre di corsa,  per riportare il simulacro a Cabras nella chiesa di Santa Maria. La corsa è detta “corsa degli scalzi”.

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Not far from Cabras, at the foot of the hill of Sinis, lies the tiny center of San Salvatore (village of Cabras). A center almost insignificant, if not for its history.
In Sardinia there are many churches “temporary type”, i.e. churches that are open only in small periods of the year. One of these is the church of San Salvatore, which stands on an “underground”, in archeology “hypogeum” (from the ancient greek “ipo” wich means “under” and “geo” which means “ground”),  i.e. a building used mostly as underground tomb. There are many hypogeums in central and southern Italy, and so in Sardinia.
The hypogeum of San Salvatore dates back to prenuragic period, which we can date between 2000 and 1500 b.C.

In Roman times it became a place of worship for some of the Olympians: Venus, Mars, and especially Hercules Savior, hence the name of the church that was built above the hypogeum in the seventeenth century a.d.

The myth tells that Hercules was sent by an oracle to conquer Sardinia, which he did with his son, “Sardo” (hence the name “Sardinia”, an island that formerly the Greeks called “Ichnusa”). Sardo and his father Hercules were thus the “fathers” of the island. Throughout the island there are many discoveries of statues of Hercules, vases, jewelry, etc … (there is also a good wine cellar called “Sardus Pater”).

Another thing that characterizes the village of San Salvatore are small rural dwellings uninhabited for most of the year and used only during the celebrations for the Patron Saint which is St. Salvatore. The celebrations are held from the first Saturday to the first Sunday of the month of September. On Saturday morning a group of faithful run barefoot from Cabras to San Salvatore, bringing the simulacrum of the head of St. Salvatore (for about 7 km) and then, on Sunday night, back to Cabras, always barefoot and always running, in order to bring the simulacrum back to the church of Santa Maria. The race is called “the barefoot running.”