ITALIA. SARDEGNA. Rebeccu – Necropoli S. Andrea Priu

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REBECCU e S. Andrea Priu

L’estate scorsa sono stato a Semestene, un paesino (ino, ino)della Sardegna tra Alghero e Sassari, a trovare mia cugina Annita. Il paesino non offre granché, anzi non offre nulla. Annita, conoscendo il mio interesse per l’archeologia mi ha portato a Rebeccu, una frazione del Comune di Bonorva in provincia di Sassari.

Rebeccu è un paesino di poche anime, che ha però diverse cose interessanti. Una di queste è la necropoli “Domus de janas  S.Andrea Priu”.  Le “domus de janas” sono tombe preistoriche scavate nella roccia e caratteristiche della civiltà pre-nuragica e risalenti all’età del bronzo (e finanche al neolitico). La necropoli di S. Andrea Priu è costituita da venti domus risalenti al 3500 a.C., vale a dire all’inizio dell’Età del bronzo.

Utilizzate fino all’epoca dei Romani e poi dai Bizantini, e da tutti affrescati in vario modo.

Quando capitammo lì, il guardiano non intendeva farci entrare subito perché all’interno c’era un gruppo musicale sardo che “provava”. A fronte delle nostre insistenze, entrammo e con grande meraviglia scoprimmo che un gruppo di 5 tenori si erano disposti in cerchio sotto un foro circolare situato nella volta della tomba. Ciascuno poggiava le braccia sulle spalle dei due vicini, e tutti cantavano con la testa rivolta verso il basso. Il canto saliva verso l’alto e l’effetto era quello di un’onda sonora grande come il cilindro (immaginario) costituito dal cerchio dei tenori e dal cerchio nella volta. Un suono cupo, profondo, come se volesse  rappresentare l’anima di tutte le famiglie lì sepolte da migliaia di anni, un suono che ti rimbombava dentro, nel cuore, nelle vene, nell’anima.  Una sensazione indimenticabile, di grande tranquillità e al tempo stesso inquietante perché sconosciuta. Purtroppo temo che  sarà molto difficile ritrovare quei tenori. Chissà forse chiedendo  alla sovrintendenza per i beni archeologici di Sassari … Provateci, ma comunque andateci lo stesso, non ve ne pentirete.

N.B. Le foto sono del sottoscritto Giuseppe Valerio e rappresentano:

La necropoli, Paesaggio visto dall’ingresso di una tomba, Una conca votiva (usata per metterci l’olio e accendere lumi tutt’intorno), Un cunicolo per la sepoltura dei morti (a volte questi cunicoli sono molto lunghi), 4 foto di ingressi alle domus, Un interno affrescato (dai bizantini), 3 foto del Toro (cui manca la testa, andata perduta, e che serviva per i sacrifici) esterno alla necropoli.

Ciao, a presto.

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